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Caratteristiche dell'albero del Neem


Le sostanze naturali per la salute dell'uomo e dell'ambiente
"Prodotti Naturali da Piante".

Valenza strategica ed obiettivi del progetto

Nel contesto dello sviluppo sostenibile è sempre più impellente la necessità di sviluppare prodotti di interesse industriale che siano al contempo eco-compatibili, biologicamente attivi, di facile biodegradibilità e poco o niente nocivi nei settori più diversi (agricolo, industriale, servizi, sanità pubblica, salute, ecc.). Fonti potenzialmente illimitate di sostanze utili allo sviluppo sostenibile sono sicuramente le piante.
Il mondo vegetale rappresenta, come è noto, una fonte di primaria importanza di sostanze di interesse farmacologico, a partire da tempi antichissimi. L'uso terapeutico di piante e loro derivati (infusi, estratti etc.) costituisce infatti un elemento caratteristico di molte "medicine tradizionali" ed ha fornito in diversi casi elementi di riflessione per la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti per la moderna industria farmaceutica.
A prescindere da qualsiasi considerazione sul ruolo delle conoscenze tradizionali nello sviluppo della moderna farmacologia (dibattito che ha oggi assunto, in qualche caso, il carattere di una vera e propria contrapposizione fra la cosiddetta "medicina naturale" e i prodotti della ricerca e dell'industria farmaceutica), è comunque evidente che le piante possono essere considerate una risorsa importantissima per l'ottenimento di sostanze da utilizzare, direttamente come principi attivi o come base di partenza per successive modificazioni strutturali mediante reazioni di sintesi organica, nella formulazione di prodotti di interesse dell'industria farmaceutica , con potenzialità tuttora sconosciute, ma indubbiamente grandissime (basti pensare che il 66% dei prodotti farmaceutici ad attività antimicrobica messi in commercio fra il 1981 e il 2002 e il 52% di quelli ad azione antitumorale sono, direttamente o indirettamente, di origine vegetale).
E' però altrettanto evidente che, per valorizzare pienamente tali potenzialità, è necessario innanzi tutto acquisire nuove e più approfondite conoscenze sull'attività biologica e farmacologia di molecole riconosciute come "principi attivi", ma non ancora utilizzate a livello industriale e, parallelamente, per tutta una serie di sostanze di origine naturale ritenute interessanti per possibili applicazioni in campo farmacologico, nutrizionale, agricolo etc., mettere a punto e sviluppare - in stretta collaborazione con gli operatori industriali - sistemi innovativi di processo/prodotto che, combinando opportunamente tutta una serie di conoscenze e tecnologie oggi disponibili, consentano di gestire in maniera ottimale l'intero processo produttivo, a partire dalla materia prima per arrivare al prodotto finito, assicurando alte rese, costi contenuti ed un elevato e costante livello di qualità in ogni singola fase del processo in questione.

Le Linee Guida per la Politica Scientifica e Tecnologica del PNR 2002-2004, confermate dal PNR 2005-2007, identificano come uno degli obiettivi prioritari su cui focalizzare le attività di R&ST il rilancio dell'industria farmaceutica, anche attraverso la chimica fine dei composti naturali per nuove applicazioni diagnostiche e nuovi principi attivi.
Di conseguenza la presente proposta di Progetto riguarda in estrema sintesi l'acquisizione di nuove e più approfondite conoscenze su tutta una serie di principi attivi di origine naturale di potenziale interesse dell'industria farmaceutica (inclusi i meccanismi che presiedono alla loro biosintesi), e sui loro effetti biologici in vitro e in vivo, e lo sviluppo, per alcuni di essi, di nuove metodologie e processi di produzione, estrazione, purificazione e formulazione, anche a seguito di interventi mirati di derivatizzazione per via chimica o biotecnologia.
In piena sintonia con gli indirizzi del PNR, la presente idea progettuale si basa quindi sugli elementi strategici fondamentali di seguito descritti: collegare su un piano funzionale "la ricerca e l'impresa" e promuovere la "convergenza delle conoscenze e delle tecnologie" su un'unica tematica, perseguendo l'obiettivo generale di conseguire risultati di grande impatto sul piano culturale e conoscitivo, ma che possano al tempo stesso esprimere, nel medio periodo, un forte potenziale di innovazione dell'intero settore produttivo di riferimento.
Le diverse attività di R&ST previste nell'ambito del Progetto richiedono la convergenza di competenze scientifiche e tecnologiche di elevata specializzazione, quali quelle derivanti dai settori della biologia molecolare, della chimica organica e biomolecolare avanzate, delle discipline medico-farmacologiche, delle tecnologie innovative di "downstream processing", dell'ingegneria di processo chimico-biotecnologico, presenti ed operanti in stretta sinergia all'interno dell'ENEA e dei collaboratori esterni.

In particolare, per l'UTS BIOTEC dell'ENEA, i cui compiti istituzionali prevedono attività di RST&D per la crescita di competitività del sistema produttivo nazionale, con specifico riferimento alle PMI, anche nel settore dell'utilizzazione dei sistemi vegetali per l'ottenimento di prodotti di interesse industriale, la presente iniziativa si colloca nell'ambito del Macroobiettivo "Prodotti e Processi Agro-Industriali", Linea di Attività "Prodotti Naturali da Piante".
La spinta ad utilizzare le fonti naturali in maniera ecosostenibile viene anche dalla comunità scientifica mondiale che grazie alla ricerca ha cominciato a prospettare grandi ritorni in efficacia e sostenibilità da questa utilizzazione "naturale" delle risorse vegetali. Grande impulso in questo settore viene dalla Cina e dall'India che associano al moderno sviluppo la conoscenza tradizionale della utilizzazione delle fonti naturali. Delle dieci più importanti fonti di origine vegetale che la comunità scientifica internazionale ha identificato come potenziali fonti di benessere per la salute dell'uomo e dell'ambiente, due sono approfonditamente studiate all'ENEA da oltre 15 anni.
La vastità di impiego di queste fonti vegetali ha permesso l'avvio di disparate linee di ricerca di utilizzazione farmacologia di derivati vegetali in grado di risolvere problemi relativi alla salvaguardia e alla protezione della salute dell'uomo e dell'ambiente in una sorta di filiera ecosostenibile per la salvaguardia della salute dell'uomo e dell'ambiente stessi, linee che verranno di seguito illustrate come esempio di attività di ricerca già in corso e in sintonia con la presente proposta progettuale.

Articolazione del Progetto

L'attuale grado di sviluppo dell'idea progettuale non permette ancora una definizione puntuale degli Obiettivi Realizzativi nei quali la stessa sarà articolata, se non in alcune linee di ricerca del settore già in corso di seguito illustrate, ma è possibile identificare le tematiche a cui si riferiscono le attività che saranno sviluppate. Si riporta quindi di seguito un'indicazione dei possibili settori di intervento, che sono:

1. Lo studio delle vie metaboliche che portano, all'interno di alcune delle specie vegetali di interesse, alla biosintesi dei principi attivi, propedeutico alla progettazione e realizzazione di interventi mirati di modificazione genetica delle stesse allo scopo di deprimere o esaltare specifiche vie metaboliche in modo da incrementare la produzione e l'accumulo si sostanze utili (di particolare importanza per lo sviluppo di processi di produzione a partire da colture di cellule vegetali).

2. Lo screening e la valutazione di piante, autoctone o di origine esotica, e di altre fonti naturali di interesse, come alcuni organismi marini (microalghe, batteri termofili etc.), potenzialmente utili, anche in vista dello sviluppo di metodi di produzione a ciclo chiuso (bioreattore, serra a contenimento), che rivestono un'importanza particolare nel caso di organismi che richiedono particolari condizioni climatiche e presentino caratteristiche tali da rendere necessaria l'adozione di accorgimenti tesi ad evitarne la diffusione accidentale nell'ecosistema circostante (piante potenzialmente infestanti o geneticamente modificate).

3. Lo sviluppo di idonee tecnologie per la produzione dei principi attivi di interesse farmaceutico da colture di cellule e/o tessuti vegetali in bioreattore. Processi biotecnologici di questo genere sono ovviamente più costosi e complessi della semplice coltivazione di una pianta, ma presentano il vantaggio di assicurare una produzione continua e una qualità costante del prodotto, e di facilitare (specie nel caso di prodotti rilasciati direttamente nel mezzo di coltura) gli stadi successivi di recupero e purificazione. Tali vantaggi, dato l'elevato valore aggiunto dei prodotti finali, compensano ampiamente i maggiori costi di processo.

4. La progettazione, sperimentazione e messa a punto di schemi innovativi di "downstream processing", basati sulla combinazione di tecnologie avanzate di estrazione, recupero e purificazione delle biomolecole oggetto della ricerca dalla matrice di origine (pianta, parti di pianta, prodotti e sottoprodotti della filiera agroalimentare) o, nel caso di colture cellulari, microalghe e batteri, dal mezzo di coltura. Con specifico riguardo alle matrici solide, un particolare interesse riveste l'impiego di metodologie di estrazione basate sull'impiego di CO2 supercritica, in quanto tale solvente non lascia residui e presenta una totale assenza di tossicità e una elevata flessibilità di impiego. Presso i laboratori e le hall tecnologiche dell'ENEA sono attualmente in funzione dispositivi e impianti di estrazione a fluidi supercritici in grado di operare su tutti i tipi di matrice (solida, semisolida ad elevata viscosità, liquida) ed i possibili livelli di sperimentazione, dalla scala di reattori di laboratorio di qualche ml agli impianti pilota e dimostrativi da 15 litri. Per quel che riguarda poi le problematiche connesse alla purificazione degli estratti, la natura chimica delle sostanze considerate determinerà la scelta della tecnologia, o delle tecnologie, da utilizzare (tecnologie di membrana, tecniche cromatografiche convenzionali o avanzate, come l'impiego di colonne rotanti, etc.).

5. Lo sviluppo di metodi per la trasformazione di idonei precursori, ottenuti da sistemi biologici (ed esempio molecole ampiamente presenti nei sottoprodotti delle lavorazioni agroindustriali, come le catechine) o per sintesi chimica, in principi attivi di interesse farmacologico mediante reazioni chimiche o biotecnologiche altamente selettive (reazioni stereospecifiche di introduzione di gruppi funzionali, rottura di legami e riarrangiamenti strutturali etc.), con la duplice finalità di esaltarne l'attività farmacologia e/o di modificarne le caratteristiche di solubilità nei formulati che li contengono o nei tessuti (conferimento di un carattere lipofilo a molecole idrosolubili etc.).

6. Lo sviluppo e la valutazione di nuovi formulati a base di estratti vegetali (fitocomplessi) o di specifici principi attivi, con particolare riguardo alle applicazioni in campo farmacologico, dermatologico-cosmetico e nel settore degli integratori alimentari (prodotti nutraceutici, immunostimolanti non immunizzanti etc.) e dei relativi sistemi di produzione industriale.

7. Lo studio e la valutazione "in vitro" e "in vivo" degli effetti biologici delle singole molecole o dei fitocomplessi considerati, con particolare riferimento alla determinazione della loro efficacia e possibile tossicità, anche in associazione con altri fattori di rischio, come indispensabile attività di "screening" di principi attivi potenzialmente interessanti, propedeutico allo sviluppo di un qualsiasi ipotesi di futura commercializzazione.

Il traino principale del progetto "Prodotti Naturali da Piante" vede pertanto in prima linea lo sviluppo della filiera eco-ambientale per la salute determinata dall'albero del Neem, da oltre 15 anni studiato all'Enea e che promette di realizzare, non solo la crescita di competitività del sistema produttivo nazionale, con specifico riferimento alle PMI, anche nel settore dell'utilizzazione dei sistemi vegetali per l'ottenimento di prodotti di interesse industriale, ma di affiancare anche la crescita e lo sviluppo dei PVS in cui le fonti vegetali sono più disponibili, ricavandone un ruolo di produttori eco-compatibili ed esportatori della materia prima, altrimenti non ottenibile (vedi dopo).


L'ALBERO DEL NEEM: OCCASIONE DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO PER I PAESI IN VIA DI SVILUPPO E DI UTILIZZO DI PRODOTTI ECO-COMPATIBILI NEI PAESI SVILUPPATI.

Una pianta utilizzata da millenni nella tradizione popolare indiana (medicina Ayurvedica ed Unani) per le sue innumerevoli proprietà, al punto da essere definita "La farmacia del villaggio", è l'albero del Neem (Azadirachta indica (A. Juss)) appartenente alla famiglia delle Meliacee, diffusa solo nella fascia tropicale e sub-tropicale del pianeta in quanto non sopravvive alle temperature inferiori ai 4°C.
L'albero, ed i suoi usi, sono ampiamente descritti in un libro intitolato "Neem: a tree for solving global problems." Report of an ad hoc panel of the Board on Science and Technology for International Development, National Research Council. Washington, DC, Vietmeyer, N. D. (Director) (1992) USA,National Academy Press.

Oltre alle ormai ben note ed applicate proprietà insetticida, l'albero del Neem presenta una così vasta ed interessante gamma di utilizzi che la comunità scientifica internazionale lo include nel novero delle prime dieci piante da studiare ed utilizzare per lo sviluppo ecosostenibile del pianeta e per la salute degli esseri viventi.

Le questioni fondamentali da affrontare contenuti nel "Summit Draft Plan of Implementation" sono riassunte nel acronimo "WEHAB": "Water, Energy, Health, Agricolture, Biodiversity and Ecosystem Management".
L'Enea è impegnato dal punto di vista della ricerca in tutti i temi fondamentali indicati dal "World Summit on Sustainable Development" (WSSD) tenutasi a Johannesburg nel 2002.
In almeno tre di questi temi fondamentali, l'albero del Neem può avere un ruolo non secondario.
Questi, non necessariamente in ordine d'importanza, sono:

Acqua: protezione di unità di bacino (combattendo i fenomeni d'erosione e mantenendo l'integrità dei suoli) e lotta alla desertificazione (frangivento, legna da ardere per popolazioni locali prive di risorse energetiche alternative alla legna);

Salute: utilizzo delle molteplici sostanze presenti in diverse parti dell'albero (semi, foglie, corteccia), per il controllo di insetti vettori di malattie infettive (Malaria, Dengue, Chagas ecc), il controllo di ectoparassitosi (sia umane che animali ), produzione di medicinali e cosmetici tradizionali o innovativi (nuove conoscenze scientifiche).

Agricoltura: biopesticidi, di basso impatto ambientale e facile biodegradibilità, estratti dai semi dell'albero per il controllo di numerosi insetti fitofagi delle colture locali (Integrated Pest Management (IPM)) o per agricoltura biologica sia in PVS che nel mondo sviluppato.

Tab 1: Gli usi (Fonte: Status report on global Neem usage. (GTZ (2000))
Parte della pianta o Materia prima Potenziali usi
Semi Estrazione dell'olio, materia prima per la produzione di biopesticidi commerciali, di prodotti dermatologici e cosmetici, per la protezione delle colture, delle derrate e dei prodotti tessili stoccati , per la produzione di medicine per la salute degli animali e dell'uomo (tradizionali ed innovative).
Olio Produzione di sapone, materia prima per la produzione di biopesticidi commerciali e prodotti di cosmesi, protezione delle colture, delle derrate e di prodotti tessili stoccati, medicine, cura degli animali, raffinazione a olio commestibile, lubrificante per motori, candele, lampade ad olio
Press Cake Protezione delle colture, materia prima per la produzione di biopesticidi, additivo per il suolo, fertilizzante, foraggio e igiene
Frutto Estrazione dell'Olio, frutta, medicine
Foglie Medicine, cosmesi, mulching material, protezione delle colture e delle derrate stoccate, cura degli animali, foraggio, verdura
Rammetti Igiene dentale (grassroot application)
Legno Legna da ardere, materiale di costruzione e mobili
Corteccia Dentifricio e igiene dentale, cosmesi
Radici Medicina
Albero intero Protezione del suolo, lotta alla desertificazione, riforestazione e sviluppo di agricoltura sostenibile in aree difficili, sviluppo ecosostenibile in PVS, produzione di materie prime direttamente utilizzabili in campo agricolo, sanitario, medicinale e cosmetico, esportazione di estratti base per applicazioni a più alto contenuto tecnologico nei Paesi sviluppati negli stessi settori ambientali e di salute.


Per quanto riguarda le problematiche inerenti alla desertificazione le proprietà possedute dall'albero del Neem sono riassunte nella tabella 2.

Tabella 2: Proprietà dell'albero del Neem utili per la lotta alla desertificazione
Proprietà Applicazione
Frangivento Costruzione di frangivento per proteggere le colture e combattere l'erosione
Legna da ardere Albero altamente resiliente. Sopporta bene continue mutilazioni dovute a raccolta della legna
Fertilizzante Foglie fertilizzano il terreno sottostante, favorisce la nitrificazione
Foraggio Foglie utili come foraggio per capre ed altri animali
Pesticidi Possibilità di produrre biopesticidi con tecnologie semplici
Medicinali Possibilità di produrre fitoterapici con tecnologia semplice
Controllo vettori Possibilità di effettuare controllo vettori con tecnologie semplici
Protezione di bacino Resiliente e di crescità rapida
Carbon Credits Creazione di reddito locale


Visto l'uso millenario del Neem nella tradizione della cultura indiana, esistono già molteplici tecnologie di semplici esecuzione (grassroot applications) e, sotto l'impulso di diversi NGO, al fine di rendere fruibili i diversi prodotti per le diverse applicazioni ottenibili dal Neem, se ne sviluppano sempre di più, specie nei paesi in via di sviluppo dove il Neem può crescere e avviare la filiera virtuosa che da esso deriva. Chiaramente i prodotti ottenuti attraverso "grassroot applications" non hanno la qualità e la riproducibilità dell'attività biologica dei corrispettivi prodotti ottenuti attraverso tecnologie più avanzate e moderne. Non di meno, queste tecnologie semplici vengono quotidianamente adottate, con soddisfacente efficacia, nei Paesi dove la conoscenza del Neem è profondamente radicata.
Sviluppando la ricerca e adottando tecnologie più sofisticate ed efficienti, quali quelle disponibili nei paesi sviluppati è possibile ottenere in settori cruciali delle attività umane (medicina, pesticidi, cosmesi ecc.) dei derivati del Neem con caratteristiche di qualità adeguate agli standard occidentali e quindi utilizzabili e vendibili in detti paesi a maggiore valore aggiunto per un reciproco beneficio dei paesi sviluppati (diminuzione dell'utilizzazione di prodotti di sintesi in agricoltura e medicina, sviluppo di prodotti innovativi) e di quelli in via di sviluppo (arresto della desertificazione, creazione di sviluppo ed occupazione, produzione di materia prima pregiata per uso locale e per esportazione).

Tra i numerosi metaboliti secondari del Neem, le cui proprietà non sono ancora completamente indagate, la famiglia dei limonoidi risulta fino ad oggi la più interessante per le riconosciute attività biologiche.E' stato accertato, infatti, che i derivati del Neem possono essere impiegati sia come pesticidi sia come biocidi naturali in agricoltura grazie alle loro proprietà fagorepellente, di inibitori della crescita e della capacità riproduttiva su circa 400 specie di insetti nocivi, appartenenti ai più diversi ordini. Nello stesso momento queste sostanze sono altamente biodegradabili e non dannose per la salute umana. Infatti l'azadiractina viene classificata fra le molecole che si possono usare in agricoltura biologica (Normativa CEE) ed appartiene alla classe IV (non tossico). Anche l'EPA ha autorizzato l'utilizzo di derivati del Neem in agricoltura (food and non-food) e classificandoli come non tossici. Anche l'olio del Neem trova molteplici usi sia in campo cosmetico, medicinale e agricolo, alcuni dei quali frutto della ricerca e dell'innovazione realizzate all'Enea.
Per il momento il rifornimento di estratti del Neem proviene o da semi cresciuti in paesi tropicali o subtropicali. Attualmente il maggiore fornitore di derivati del Neem è l'India, anche se la stessa India ha mantenuto basso il profilo della ricerca nei confronti dei derivati del Neem preferendo il suo uso tradizionale poco o niente tecnologico. Recentemente, tuttavia, ha cominciato a guardare con interesse più tecnologico e innovativo i derivati del Neem creando e ricercando contatti con le comunità scientifiche internazionali tra le quali quella interna all'Enea attraverso alcune delle più importanti industrie che ruotano intorno ai derivati del Neem .
In molti paesi africani esistono numerosissimi esemplari di alberi del Neem, trapiantati dagli indiani al seguito degli inglesi nei periodi di colonizzazione che, però, non facendo parte del bagaglio culturale locale, non sono sfruttati ed utilizzati in modo adeguato, se non per l'ombra che creano, e dunque non creano ricchezza. Questo aspetto schiude un potenziale campo di interesse di ricerca e innovazione per l'Enea in quanto l'Ente è perfettamente in grado di fornire la competenza dei ricercatori da anni impegnati sui vari temi del ?Summit Draft Plan of Implementation?: ?WEHAB?, attivando con le ONG, che già lavorano nei PVS, un volano di sviluppo per la diffusione della coltivazione del Neem e della sua utilizzazione e fornendo ai paesi sviluppati materia prima per lo sviluppo di prodotti più tecnologici.

La Cina sta pianificando di piantare nel proprio territorio almeno otto milioni di alberi per combattere i fenomeni di erosione e desertificazione creati dallo sviluppo impetuoso degli ultimi anni. Data l'esuberante necessità di sviluppo ecosostenibile anche la Cina non tarderà ad accorgersi delle enormi possibilità di sviluppo che questo albero offre. E' necessario, pertanto che si ponga la giusta attenzione alle potenzialità offerte dalle linee di ricerca e ai risultati già ottenuti intorno ai derivati del Neem in tutti i suoi aspetti applicativi in vista, anche, di offrire alla Cina elevata competenza e conoscenza dell'argomento. Il prossimo novembre si terrà in Cina la ?International Neem Conference? durante la quale un ricercatore Enea (dr. Andrew van der Esch), in qualità di invited speaker esporrà le attività di ricerca in corso all'Enea.

In sintesi l'albero del Neem è veramente "a tree for solving global problems". Lo sviluppo di una filiera Neem nei paesi in cui l'albero può crescere (raccolta, stoccaggio, impianto di industrie leggere per l'estrazione dei derivati del Neem) può realmente stimolare sviluppo locale creando ricchezza e occupazione in maniera eco-compatibile. Fornirebbe agli agricoltori locali un pesticida naturale che gli consentirebbe di interrompere il processo di dipendenza dalle importazioni di pesticidi sintetici e, in secondo luogo, permetterebbe loro di diventare tra i più importanti produttori delle materie prime (olio ed estratti,) da destinare ai paesi sviluppati per la formulazione di pesticidi, biocidi, medicinali, cosmetici, antifertili alternativi, ecc. non dannosi per l'ambiente, rispettosi della salute dell'uomo e del benessere animale) creando sviluppo e occupazione anche nei paesi sviluppati.
E' necessario, comunque, che in Europa si diffonda l'educazione e la cultura alla utilizzazione dei derivati del Neem, non solo per arginare i problemi di inquinamento dei paesi sviluppati, ma anche per creare un rapporto sinergico con i paesi in via di sviluppo.. L'enorme gamma di utilizzo di questo magnifico albero giustifica l'interesse e l'impegno della vasta rete di ricercatori che si è creata da una quindicina di anni a partire dall'ENEA coinvolgendo Università ed imprese, nazionali ed internazionali e che vede nei ricercatori interni all'Ente le punte più all'avanguardia nello sviluppo innovativo delle sue applicazioni, non solo a livello Europeo ma anche a livello mondiale.

Partners del Progetto

La partnership del progetto è ancora in corso di definizione ma, al momento attuale, hanno mostrato interesse alla partecipazione o stanno già partecipando alla ricerca, i seguenti soggetti pubblici e privati:

· ENEA - UTS BIOTEC;
· Università della Tuscia
· Università di Camerino
· Università di Roma "La Sapienza"
· Università di Pisa
· Università di Firenze
· Università di Bologna
· Università di Perugia
· Università di Siena
· Università di Sassari
· Istituto Superiore di Sanità
· Ospedale Veterinario dell'Esercito
· Reggimento Carabinieri a Cavallo
· Reggimento Corazzieri
· Centro Studi di Sanità e Veterinaria dell'Esercito
· Veterinari liberi professionisti
· Ospedale San Gallicano
· Ospedale S'Andrea
· Trifolio-M (Germania)
· Perry's (India)
· Ri.Mos (Italia)
· Associazione l'Aquila Bologna
· Alitalia
· Servizi di Posta Veterinaria del Ministero della Salute
· Azienda Maridiana
· Consorzio Arianne

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