UNITA' SOLARI MODULARI PER DISSALAZIONE E
POTABILIZZAZIONE
INTRODUZIONE
La
disponibilità di semplici impianti solari in grado di dissalare e
rendere potabile l'acqua marina rappresenta una importante
opportunità per piccole comunità nei Paesi in via di
sviluppo. Quello che vogliamo illustrare e' un sistema modulare
che permette di produrre con sistemi assolutamente "facili" una
certa quantità d'acqua assolutamente sicura dal punto di vista
igienico e sanitario, ovunque vi sia disponibilità di acqua marina,
lacustre od altro, anche se fortemente inquinata. Questo
progetto si e' sviluppato nel corso di uno degli ultimi viaggi in
Estremo Oriente, dove si sono affrontate diverse tematiche, tutte
legate alla necessita' dell'acqua e dell'utilizzo delle energie
alternative. Rappresentanti del mondo della ricerca e di Enti di
paesi del Sud Est asiatico vedrebbero sotto una luce ottimale, un
accordo quadro con esponenti similari italiani.
Nb. si e' scelta in primis tali aree proprio per i
contatti da lunghi anni tenuti con collaboratori e referenti di
dette regioni. Tra i molti argomenti trattati ha assunto particolare
rilievo la desalinizazione dell'acqua marina per fornire acqua
potabile alla migliaia di piccole isole dell'arcipelago filippino e
non solo, che hanno molto sofferto con le ultime calamità naturali,
dove vivono comunità che DEVONO essere fornite con navi
cisterna.
Proprio partendo da uno studio da noi
seguito - anche giornalisticamente parlando - di un impianto solare
termico, qui di seguito illustriamo un progetto semplificato e
relativamente poco costoso, che permetterebbe di sfruttare ed
armonizzare i costi di sviluppo dell'impianto. NOTA
BENE
Questo sistema è ancor più efficiente per depurare e
sterilizzare acque non saline, anche altamente inquinate da cariche
batteriche, amebe ed altre forme biologiche nocive alla salute. Se
consideriamo un minimo vitale di 5 -10 litri di acqua potabile al
giorno per persona, possiamo alimentare piccole comunità con uno o
più moduli il cui costo e' veramente contenuto e quindi affrontabile
da economie deboli, purché vi sia il
sole.
CARATTERISTICHE DEL
SISTEMA
1.1. Definizione della taglia
ottimale La dimensione minima del sistema proposto e'
tale da soddisfare il fabbisogno di almeno un centinaio di persone
che con gli standard dei paesi in via di sviluppo corrispondono a
circa 1000-1500 litri al giorno. Da un punto di vista della
convenienza tecnico economica si suggerisce conveniente adottare una
dimensione minima leggermente superiore. Le dimensioni di un
modulo saranno in ogni caso tali da consentire un agevole trasporto
con pochi autocarri dividendolo in più parti facilmente
assemblabili. Il contenuto tecnologico dell'unità di dissalazione
sarà limitato e non sarà necessaria energia elettrica per il suo
funzionamento; mentre viene privilegiata la durata e l'affidabilità
dell'apparato. E' infine essere adottata una tecnologia
costruttiva semplice in grado di consentire una produzione di serie
a costi limitati da parte di paesi a limitato livello di sviluppo
tecnologico.
1.2. Definizione di limiti minimi di
rendimento I limiti dimensionali e di costo accennati,
impongono limiti alla superficie di captazione dell'energia solare a
valori dell'ordine di 80 mq, la potenza termica di conseguenza
risulta anch'essa limitata a valori dell'ordine di 80 di kW. Il
processo di evaporazione dell'acqua richiede circa 2500 kJ/kg quindi
la portata prodotta da un impianto con potenza termica di 80 kW
considerando un rendimento del 60-70 %, in un sistema a 3 stadi
risulta essere circa 2.500
litri/giorno.
DESCRIZIONE DEL
CIRCUITO Il modulo proposto si basa su un sistema
captante costituito da 8 eliostati con sezione parabolica e sviluppo
lineare con dimensioni indicative di 1.5 * 6.5 m per una superficie
t unitaria di 10 m2 e totale di 80 m2. Nel fuoco degli eliostati
saranno posizionati i ricevitori in semplice tubo metallico con
diametro di 40-50 mm inserito in un filtro ottico per la
riduzione dell'emissione di infrarosso termico. Il tubo
ricevitore è collocato nel fuoco dell'eliostato e l'impianto sarà
posizionato con un'inclinazione corrispondente alla latitudine del
sito. La movimentazione degli specchi a sezione parabolica potrà
avvenire con un semplice e robusto meccanismo a carica in grado di
imprimere una rotazione ogni 24 ore, oppure con un sistema elettrico
assistito da un piccolo pannello fotovoltaico. L'energia termica
raccolta è in grado di operare l'evaporazione in tre stadi posti in
serie ottenendo un effetto di moltiplicazione dell'efficienza. I
tubi ricevitori sono inseriti idraulicamente nel primo stadio di
evaporazione che opererà a pressione di circa 3.6 - 4 bar e
temperatura di circa 140 °C. Il primo stadio è costituito da un
circuito chiuso che fa capo ad un serbatoio di ebollizione
posizionato ad alcuni metri (3-4 ) oltre la sommità dei tubi
ricevitori. Il serbatoio è collegato con due tubi alla sommità ed
alla base della batteria di tubi ricevitori. All'interno del
circuito costituito da serbatoio, tubi ricevitori e tubi di
collegamento, è immessa acqua marina con continuità tramite una
steam jet pump (pompa a getto) Il riscaldamento prodotto nei tubi
ricevitori determina una circolazione naturale dell'acqua, che
innalzandosi di quota per raggiungere il serbatoio, raggiunge la
pressione di saturazione a causa della diminuzione del battente
idrostatico soprastante e quindi libera vapore. Il vapore si
raccoglie nella sommità del serbatoio e può essere estratto. Il
fatto che la formazione di vapore inizia nel tratto ascendente verso
il serbatoio e quindi a valle del ricevitore, separa fisicamente il
momento in cui avviene la cessione di energia termica all'acqua dal
momento in cui avviene la formazione di vapore e questa separazione
limita la formazione di depositi salini lungo le pareti
scambianti. Praticamente il sistema opera come una valvola flash
ma sfruttando l'innalzamento di quota, quindi non si tratta di un
fenomeno dissipativo, infatti l'energia potenziale guadagnata
dall'acqua non evaporata può essere nuovamente convertita in
pressione nel tubo discendente.
Parte del vapore prodotto dal
primo stadio consente il funzionamento della SJP e come tale è perso
ai fini della dissalazione ma non come contributo energetico in
quanto aumenta la pressione dell'acqua in ingresso all'impianto e
del preriscaldatore. La portata di vapore non utilizzata dalla
SJP è inviata ad uno scambiatore che trasferisce il calore al
secondo stadio. Il secondo stadio è simile al primo ma differisce
per la minor pressione d'esercizio 2 - 2.2 bar e per il fatto che
l'unica immissione d'energia avviene ad opera del predetto
scambiatore alimentato con il vapore prodotto dal primo
stadio. Il vapore prodotto dal secondo stadio è utilizzato per
riscaldare, sempre tramite scambiatore, il terzo stadio che opera a
pressione atmosferica (1 bar) Infine il vapore prodotto dal terzo
stadio è utilizzato per preriscaldare l'acqua di alimento dopo
l'eiettore. Un ulteriore preriscaldamento del flusso di alimento
si può ottenere recuperando una piccola quota di calore sensibile
dalla condensa (acqua dolce) che fuoriesce dagli scambiatori che
consentono lo scambio termico tra il vapore del primo stadio ed il
secondo stadio e tra il vapore del secondo stadio ed il terzo
stadio. Il bleed off scaricato dal primo stadio ha un
considerevole contenuto energetico ed un limitato incremento di
salinità, quindi viene inviato al serbatoio di ebollizione del
secondo stadio dove, mediante una valvola di espansione, può
vaporizzare parzialmente. Il vapore prodotto dal flusso di bleed-off
in espansione si unirà a quello prodotto per ebollizione dovuta al
trasferimento di energia termica. Similmente il bleed-off del
secondo stadio espande nel serbatoio del terzo stadio. Il flusso
di bleed off del terzo stadio è scaricato nuovamente al mare con un
tenore di salinità circa il doppio rispetto all'acqua in ingresso,
ma prima di uscire dall'impianto trasferisce energia termica al
flusso di alimentazione in uscita dalla SJP.
1.4.
Regolazione La messa in opera dell'impianto avviene
mediante riempimento manuale del primo stadio. L'irraggiamento
solare determina la formazione di vapore ed il conseguente aumento
di pressione. Quando la pressione diviene significativa, il
vapore inizia a fluire nello scambiatore che riscalda il secondo
stadio. La portata di questo flusso dipende dalla pressione nel
serbatoio e dal grado di apertura di una strozzatura regolabile.
Nella fase iniziale il vapore non può condensare in quanto il
secondo stadio è ancora vuoto. Il calo del livello nello stadio 1
determina l'apertura della valvola a galleggiante, la quale invia
vapore alla SJP che inizia a ricaricare il primo stadio. Il bleed
off del primo stadio passa allo stadio 2 tramite la strozzatura
riempiendolo. Lo stadio 2 entra quindi anch'esso in produzione
riversando vapore per il riscaldamento del terzo stadio attraverso
una strozzatura e il bleed off attraverso una valvola che si apre
quando il livello nel serbatoio 2 aumenta eccessivamente. Lo
stadio 3 scarica vapore attraverso un'altra strozzatura e il bleed
off tramite valvola Il sistema proposto non opera sempre alla
stessa pressione ma la riduzione di potenza determina anche una
riduzione proporzionale di tutte le pressioni, questo consente un
buon rendimento anche a carichi parziali. Il riavviamento
mattutino avverrà semplicemente in modo automatico con una
progressiva e simultanea salita di pressione in tutti i
serbatoi.